Oggi vogliamo raccontarvi un qualcosa di diverso dal solito, non soltanto la storia di un personaggio, ma la storia di progetto di storytelling, un pò come il nostro, che parla di interattività ed arte, ma da un altro punto di vista.
La prospettiva del progetto DAST, sigla che riunisce danza, arte, strada e tempo, è quella di far convergere in un unica direzione, quella della valorizzazione del territorio della città di Torino, queste discipline in favore di una riqualifica della metropoli che accoglie uomini, donne,bianchi, neri, lavoratori o studenti fuori sede come Maria Cecilia, Federica ed Andrea che hanno unito le loro passioni, fotografia, danza e street art per dar vita ad unica voce, quella di DAST.
l’idea dalla quale nasce DAST è quella di evocare tramite danza, arte e strada tre temi strettamente connessi all’idea di territorialità: natura, cultura e tempo.
Questo è stato reso possibile attraverso la creazione di performance visive che avranno luogo in diverse zone della città di Torino e nelle quali i danzatori interpreteranno attraverso il corpo i temi scelti dai tre giovani autori: per reincarnare il concetto di cultura in un luogo terreno è stato scelto ed elevato ad emblema di essa il Parco Dora, un parco postindustriale, cmitero di stabilimenti produttivi di imperi come FIAT o MICHELIN, recentemente valorizzato e divenuto luogo di espressione della creatività umana, un posto dove le macerie ed i muri spogli delle fabbriche abbandonate sono divenuti vere e proprie tele per i writers di tutta Europa; artisti di strada hanno dipinto immense facciate con colori sgargianti, con le stesse bombolette spray di cui è dipinto il corpo del ballerino Danilo Smedile, interprete del corpo come oggetto di produzione umana, avvolto in tempere e schizzi di colore ma al contempo soffocato dalla plastica della materia.
e voi Siete appassionati di fotografia, danza e street art?
VIMEO
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